Chiesa dei Ss. Giovanni e Colombano

Chiesa dei Ss. Giovanni e Colombano

Nel 1892 a seguito della realizzazione della ferrovia e della stazione di Pontremoli viene presa la decisione di demolire la chiesa parrocchiale dei SS. Giovanni e Colombano, sita tra palazzo Galli e palazzo Buttini e rivolta verso oriente sulla strada principale che attraversava il borgo da nord a sud. L’intento era quello di proseguire l’asse viario creato dalla costruzione del ponte Nuovo (l’odierno Ponte dei Quattro Santi) e garantire un accesso facile e razionale oltre il torrente Verde: il passaggio dal vicolo della Crësa risultava ormai troppo scomodo e pericoloso per i numerosi mezzi che volevano oltrepassare il fiume dato che il ponte di S. Francesco di sotto non era sostanzialmente praticabile. Attraversando il vicolo della Crësa è possibile osservare ancora oggi gli incavi presenti sui muri utili ad agevolare il passaggio dei carri. La decisione di abbattere la chiesa determinò grande agitazione della cittadinanza, subito divisa tra favorevoli e contrari all’operazione, nonostante la chiesa non avesse grandi peculiarità artistiche. 

Così nel 1910 vengono espropriati i terreni e la chiesa, che verrà demolita per far spazio alla costruzione del ponte e la parrocchia fu trasferita nell’antica chiesa “extra moenia” di S. Francesco. Per iniziativa dell’Amministrazione Bologna nel 1913 viene quindi realizzato il ponte Zambeccari con una struttura in cemento armato così da integrare il progetto della strada di accesso da Zeri alla stazione ferroviaria di Pontremoli. 

I più sarcastici, tra i vecchi sentimentali, inventarono una battuta che ripeteva, sulle note di una famosa romanza “Sù e zù, sù e zù ma la Cesa l’an gh’è pù!“.

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