Chiesa di S. Francesco

Chiesa di S. Francesco

La primitiva chiesa si fa risalire, secondo la tradizione, al 1219, anno in cui sarebbe passato per Pontremoli San Francesco d’Assisi sollevando tanto fervore nella popolazione che il Comune decise di fabbricare un Convento. Si trattava certamente di un modesto complesso che tuttavia sarà ricordato per il giuramento dei patti, prestato il 27 maggio 1321, tra i ghibellini pontremolesi e Castruccio degli Antelminelli; è citato anche da un breve scritto di papa Sisto IV del 1471 col quale “si concedeva una speciale indulgenza per la cappella fatta costruire, nella chiesa di San Francesco, da Nicodemo Trincadini”. Della chiesa delle origini sono visibili il campanile romanico (recante la campana con data 1311) e la struttura sostanziale della chiesa. L’edificio è attiguo al complesso del Seminario Vescovile che formava, assieme alla chiesa, il Convento dei Frati Minori. La primitiva chiesa fu punto di riferimento per la riforma francescana e per l’accoglienza dei pellegrini che transitavano lungo l’antica via Francigena.

La chiesa, ampliata nel XV secolo, presenta un impianto a croce latina, con navata centrale, transetto e abside più alti rispetto alle navate laterali. All’interno è possibile ammirare un quattrocentesco bassorilievo in marmo attribuito ad Agostino di Duccio, allievo di Donatello, raffigurante un’elegantissima Madonna con Bambino. Tra le importanti opere custodite nella chiesa troviamo alcune tele come la “Crocifissione” di Guido Reni e “San Francesco che riceve le stimmate” di Giambettino Cignaroli. I banchi del coro sono realizzati nel 1508 dal celebre intarsiatore Luchino da Parma e presentano nella parte a muro una serie di formelle a intarsio.

La facciata principale sull’omonima piazza è stata arricchita nel XVIII secolo da un corposo pronao in arenaria locale opera dell’artista Giovan Battista Natali. Negli stessi anni vennero commissionati al padre Francesco Natali gli affreschi della cappella di San Francesco e a seguire quelli della cappella di Sant’Orsola: la decorazione delle cappelle ricalca gli stilemi del genere della “quadratura” che aveva riscosso grande successo nel contesto pontremolese. Il grande altare in marmo bianco ed intarsi in marmi policromi fu realizzato nel 1713 per volere del padre guardiano Fra Bonaventura Conti mentre le pregevoli decorazioni a stucco presenti nelle volte delle navate, nei pilastri e negli arconi sono opere attribuibili alla bottega dei maestri ticinesi Portogalli.

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