Chiesa di S. Geminiano

Chiesa di S. Geminiano

La chiesa di San Geminiano sorge nell’omonima piazza nella quale l’imperatore Federico II fece accecare il suo consigliere Pier delle Vigne, ingiustamente accusato di tradimento. L’edificio è legato al primitivo nucleo di Pontremoli e nasce agli albori del Mille come cappella per volontà della famiglia degli Adalberti. Viene citata per la prima volta in un documento del 1095, dal quale risulta che Ildeberto del fu Ildeberto e Corrado Giudice del fu Azzone cedettero i rispettivi diritti sulla Cappella di san Geminiano alla Mensa dei Canonici di Santa Maria in Luni. Fu sede di una delle sei parrocchie cittadine fino al 18 dicembre 1721, quando il titolo parrocchiale fu trasferito nella Chiesa di Santa Maria Assunta, elevata a Insigne Collegiata, futura Cattedrale della Diocesi di Pontremoli. Nella Chiesa si continuò a celebrare la festa del patrono fino al 1910, quando Monsignor Angelo Fiorini, vescovo della Città, la trasferì nella Cattedrale. Ancora oggi la Chiesa è sede della Confraternita del Santissimo Sacramento.

L’esterno della chiesa è semplice e presenta lesene e paraste che segnano la facciata con un gioco di ombre; sopra il timpano è possibile riconoscere la statua di San Geminiano. La chiesa fu abbattuta e ricostruita tra il 1670 e il 1688; l’interno di rara eleganza è costituito da un’unica aula, riccamente decorata e affrescata, in parte da Antonio Contestabili. Di particolare interesse il tondo medievale in arenaria raffigurante il Cristo Benedicente e la seicentesca statua lignea del “Cristo che va al Calvario” opera del piacentino Giovanni Battista Setti detto il Romano.

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