Chiesa di S. Giacomo d’Altopascio

Chiesa di S. Giacomo d’Altopascio

Le origini del sito religioso sono legate alla presenza di un Ospedale gestito, probabilmente già dal XIII secolo, dall’ordine degli Spedalieri di San Giacomo d’Altopascio in Val di Nievole, di cui fungeva da cappella annessa all’ospedale stesso, punto di riferimento per i viandanti ed i pellegrini che scendevano dai passi appenninici dell’alta Lunigiana lungo le Vie Francigena e Lombarda. Durante i lavori di sistemazione della Cappella, nel corso dell’abbattimento di un muro perimetrale, un muratore non tenne conto della presenza di un affresco raffigurante la Madonna col Bambino e si accinse a demolirlo; non appena lo scalpello ebbe a colpire l’immagine, il muratore rimase paralizzato e, invocata la Vergine, si poté riprendere solo dopo alcune ore. Nacque così la devozione della Madonna del Soccorso, ancora molto viva anche oggi in Pontremoli; nel 1508 il Consiglio Generale di Pontremoli fece erigere un monastero di Monache che, previa concessione del Maestro Generale dei Frati dell’Ospedale di Altopascio, fu assegnato alle Monache di Clausura dell’Ordine di Sant’Agostino che ne presero possesso nel 1514, al termine dei lavori di costruzione della nuova Chiesa e del Convento.  Il Monastero di San Giacomo venne soppresso nel 1785 e fu trasformato in Conservatorio femminile.

Numerosi gli interventi effettuati nei quasi tre secoli di vita del Convento per l’abbellimento della Chiesa. Oltre alla cappella nella quale si venera l’immagine della “Madonna del Soccorso” che rimase collocata nel sito originario, visibile solo attraverso una grata posta al centro di un bell’altare ligneo cinquecentesco, probabile riferimento all’antica funzione di ostello e ricovero della chiesa. Nella cappella di fronte si venera l’Immagine della Vergine con il Bambino, inserito in una bella tela secentesca dove la Madonna appare in sacra conversazione con diversi Santi.

Imponente la zona presbiterale, dove, sulla grande parete cui poggia l’altare maggiore, compare una grande prospettiva realizzata da Antonio Contestabili negli anni ‘70 del Settecento a contornare il magnifico altare in marmi mischi che contiene una delle principali opere pontremolesi di Giuseppe Bottani, l’“Ascensione di Gesù Cristo”. Nella stessa parete si aprono due nicchie che contengono due statue di marmo di Carrara raffiguranti due Sante e, immediatamente dietro la mensa dell’altare, una grande grata dietro la quale le suore di clausura ascoltavano la santa Messa. In controfacciata, protetta da una bussola in legno del secondo Ottocento, è collocata la cantoria con l’organo. Un ultimo intervento decorativo è stato realizzato nel secondo Ottocento quando fu affidato al pittore parmigiano Filippo Bocchi l’arredo del grande soffitto voltato.

La facciata, oggi priva di intonaci, presenta le chiare tracce delle cornici e delle tre finestre della facciata originaria (prima della sopraelevazione).

Di tutto interesse anche la parte retrostante la Chiesa dove insisteva il refettorio da una parete del quale è stato staccato un affresco cinquecentesco raffigurante la Crocifissione, attualmente collocato nella chiesa parrocchiale di San Pietro.

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