Museo delle Statue Stele

Museo delle Statue Stele

Il Museo delle Statue Stele Lunigianesi ha sede nel castello del Piagnaro a Pontremoli (MS). La sua raccolta, di grandissima suggestione, espone e racconta uno dei fenomeni più importanti della megalitica europea. Le Statue Stele, figure umane maschili e femminili rappresentate in forme astratte, furono scolpite nella pietra arenaria dalle popolazioni vissute tra il IV e il I millennio a.C. e rappresentano ancora oggi un enigma in parte irrisolto. Queste immagini preistoriche e protostoriche sono caratterizzate dalla testa “a cappello di carabiniere” e dal volto a forma di U, classificate dagli archeologi in tre gruppi tipologici (A, B, C); furono realizzate tra l’età del rame e l’età del ferro e hanno attraversato i secoli per giungere fino a noi, subendo nel tempo occultamenti volontari, riusi e reimpieghi che ne hanno spesso modificato la forma e la funzione. Oggi le Statue Stele sono a tutti gli effetti il simbolo identitario della Lunigiana, la valle del fiume Magra lunga la quale sono distribuiti tutti i ritrovamenti.  Il Museo delle Statue Stele è il più rappresentativo in Italia per numero di esemplari raccolti e per la documentazione sui siti di rinvenimento, sulla materia prima utilizzata e sulle tecniche di lavorazione.

La nascita del Museo si deve all’attività appassionata e lungimirante del prof. Augusto Cesare Ambrosi che, dopo le ricerche negli anni 50-60 e la creazione di una prima raccolta archeologica nel Comune di Casola in Lunigiana, volle fortemente che le Stele fossero raccolte assieme in una sede di prestigio a Pontremoli.  Il nuovo allestimento del Museo (inaugurato a giugno 2015) su una superficie espositiva quasi raddoppiata ha permesso di valorizzare ulteriormente le Statue Stele all’interno degli spazi del Castello del Piagnaro: un allestimento elegante ed essenziale, arricchito da moderni contenuti multimediali, che esalta il fascino e la suggestione delle Statue Stele. 

In Lunigiana se ne conoscono attualmente 80 esemplari, recuperati in varie epoche e in diverse località. Le statue stele raffigurano in maniera stilizzata personaggi maschili e femminili accompagnati da alcuni elementi caratterizzanti del loro armamento o da monili. In rarissimi casi sulle statue stele sono presenti iscrizioni. Sulla base della loro forma sono state divise in tre diversi gruppi. Le statue stele costituiscono un’importante testimonianza di civiltà preistoriche e protostoriche che hanno interessato l’area lunigianese nel corso di un lungo periodo di tempo, a partire dal III millennio a.C. fino agli albori dell’epoca storica, circa nel VI sec. a.C. Per meglio comprendere la funzione di questi monumenti, collegati ad antichissime esigenze di culto, è necessario conoscere anche il contesto storico-culturale al quale appartengono. Con il termine “statua-stele”, o stele antropomorfa, vengono classificati quei massi destinati ad essere infissi verticalmente nel terreno, in cui si riconoscono sembianze umane ottenute sia attraverso la sagomatura della pietra, sia con i motivi iconografici rappresentati sulle superfici (attributi fisici come il volto, gli occhi, oppure elementi di corredo quali collane, vesti o armi). Le statue-stele si differenziano dalle semplici stele, lastre liscie o figurate, e dai menhir, che non presentano né una forma né elementi iconografici che possano ricordare la figura umana, ma anche dai “massi incisi” che recano sulle superfici rappresentazioni di oggetti e ornamenti.

Tutte le statue stele lunigianesi sono realizzate in arenaria: si tratta di una pietra compatta attribuibile alla formazione del macigno, roccia sedimentaria dell’oligocene superiore. Questo tipo di arenaria è diffusissimo nella valle del fiume Magra sotto forma di blocchi stratiformi, più o meno arrotondati per il trasporto operato dai torrenti impetuosi che scendono dalle montagne. Il banco di arenaria accuratamente scelto, prima di essere scolpito, veniva portato ad una forma geometrica mediante una lavorazione estesa, quasi sempre, su tutte le superfici.

Ottenuta la forma, l’immagine veniva completata con il bassorilievo, abbassando cioè il fondo della superficie risparmiando le zone che dovevano rappresentare particolari anatomici (braccia, mani, seni) e attributi (armi, monili).

Per ottenere questo, le parti figurate venivano prima tracciate con una sequenza di percussioni, poi unite con una solcatura; completato il disegno inciso si passava al rilievo abbassando il fondo. Per la realizzazione di questi, probabilmente, venivano usati strumenti in pietra. Con un percussore si dava la forma generale alle stele e si mettevano in rilievo le parti anatomiche e gli oggetti di corredo; con una piccola lama di selce, usata come una sega, si rifinivano i contorni delle parti figurate e si evidenziavano certi particolari come le dita delle mani.

Con un trapano, costituito da una punta di selce montata all’estremità di un bastoncino e fatto ruotare fra le mani, si ottenevano i fori degli occhi. La sabbia silicea, o un ciottolo di arenaria più tenace, venivano usati come abrasivi per lisciare le superfici lavorate a martellatura. Infine, le iscrizioni presenti sul gruppo di statue stele più tarde sono state incise con punte di ferro acciaioso.

Per info:

Museo delle Statue Stele Lunigianesi e Castello del Piagnaro
Tel. 0187.831439
info@statuestele.org
www.statuestele.org

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