Palazzo Damiani

Palazzo Damiani

Palazzo Damiani è sito nel centro storico di Pontremoli nella Contrada San Giacomo, proprio di fronte alla Chiesa. La tipologia si presenta in due parti, organizzate da due sistemi paralleli: androne, cortile porticato, scala, logge ai vari piani. […] I quattro tipi di finitura delle finestre, in facciata, costituiscono diverse elaborazioni di una stessa cornice e presentano, tra le altre, insolite e grottesche decorazioni a mascherone. Le otto aperture su strada al piano terra non corrispondono alle aperture superiori; la facciata termina con un cornicione con oculi. La sequenza strada-androne-cortile-stanze sul giardino-loggiato-giardino questa volta non termina sul fiume ma sul tracciato delle ex mura oppidane, ora strada di circonvallazione. […]

Il costruttore del palazzo fu, probabilmente, Bernardo Damiani, vissuto nella prima metà del Settecento, che figura fra i fondatori dell’Accademia e del Teatro della Rosa e massimo sovvenzionatore della costruzione e della decorazione dell’Oratorio di Nostra Donna. […] Il palazzo è immenso, con i suoi 36 metri di lunghezza; la facciata occupa quasi tutta l’attuale via Pietro Cocchi, risultato dell’accorpamento di tre corti schiera, e il palazzo si spinge con una profondità di circa trenta metri fino alle (allora) “mura oppidiane”. I due cortili, intorno ai quali è organizzato, sono molto diversi fra loro: il grande cortile di rappresentanza, cui di accede dal portale principale, presenta quattro ordini di arcate sovrapposte sul lato che disimpegna lo scalone, e tre, in parte ciechi, sui rimanenti lati, mentre il cortile inferiore può associarsi ad una sorta di corte rinascimentale con scala a vista e leggere arcate, di cui la centrale più ampia, sostenute da piccole colonne e dalle dimensioni molto ridotte rispetto al precedente. Esiste anche una terza corte interna, non porticata, di dimensioni molto ridotte e, solo su due quote, in prossimità dei setti murari più spessi. 

Lo scalone principale si sviluppa in due rampe attorno ad un pilastro che sorregge due arcate; la balaustra in marmo presenta balaustrini sistemati a fuga e del tutto simili a quelli del secondo cortile di Palazzo Petrucci. […]

Gli ultimi interventi sono costituiti dal ciclo di affreschi di Nicolò Contestabili, occupante quattro sale su strada del piano nobile, alle quali si accede da entrambi i cortili, che costituiscono il capolavoro di questo artista, figlio di Antonio e nipote di Giovanni Battista e Francesco Natali. […] Gli affreschi sono datati 1795, come compare da due scritte di pugno dell’artista sopra le porte di accesso alla sala della Niobe; sono forse stati eseguiti in occasione delle nozze di Bernardo Damiani con la marchesa Maria Barbara Spinola di Genova, appartenente alla famiglia proprietaria del grandioso palazzo genovese.

Gli affreschi di palazzo Damiani costituiscono il canto del cigno del fenomeno della quadratura a Pontremoli fra Sei e Settecento, che ha visto protagonista indiscussa la famiglia Natali-Contestabili, dal capostipite Francesco all’ultimo esponente Nicolò. In queste stanze non vi è segno di costruzione prospettica: solo nella sala delle due muse, in cui due figure troneggiano in un soffitto decorato solamente di nubi ed amorini, lo spazio delle pareti è riquadrato da una serie di colonne che sorreggono una balaustra, residua traccia di quadratura, ma all’interno nessun trompe l’oeil o costruzione prospettica, solo un molle e un po’ esotico paesaggio marino. Nella sala principale, detta della Niobe poiché ne illustra l’uccisione della prole, sterminata da Apollo e Diana, secondo il racconto mitologico, non esiste più alcun legame con l’architettura dipinta. […]

Come gli affreschi concludono la parabola del fenomeno pontremolese in pittura, così l’architettura del palazzo Damiani ci sembra concludere il fenomeno del rinnovamento edilizio.

(tratto da “Dimore pontremolesi” di Isa Trivelloni Manganelli, 2001)

indietro