Palazzo Dosi Magnavacca

Palazzo Dosi Magnavacca

Palazzo Dosi, oggi di proprietà della famiglia Magnavacca che lo acquisì nel 1931, rappresenta una delle più importanti realizzazioni dello stile architettonico e decorativo del Barocco pontremolese. Questa ricca dimora privata fu realizzata tra il 1742 e il 1749 nel cuore del centro storico cittadino per volere dei Dosi, ricchi mercanti divenuti marchesi, su disegno dell’architetto e pittore Giovan Battista Natali (1698-1768). Il palazzo veniva utilizzato dai Dosi contemporaneamente per funzioni residenziali, commerciali e di rappresentanza; la grande struttura e la sapiente distribuzione degli spazi descrivono anche la società mercantile della Pontremoli settecentesca dove l’utile si univa al dilettevole e dove l’arte e la cultura erano sempre profondamente intrecciate al commercio e agli affari. 

L’ingresso principale del palazzo di affaccia su via Ricci Armani a pochi passi dalle piazze del Duomo e della Repubblica, nel cuore della città. Un grande portale in pietra arenaria sormontato da un elegante balconcino in ferro battuto dà accesso all’atrio porticato che, con un efficace cannocchiale prospettico, attraverso tutta la lunghezza del palazzo fino a collegarsi, dall’altro lato, con l’ampio balcone affacciato sul fiume Magra. Ai lati dell’atrio sono due diverse scale, una di servizio e una di rappresentanza. Attraverso quest’ultima scenografica scala in marmo di Carrara, retta da due leggere colonne in arenaria, è possibile salire al piano nobile per ammirare l’ampia galleria vetrata conclusa da una pregevole veduta prospettica realizzata da Antonio Contestabili. Quest’ultima costituisce un vero tromphe l’oeil in cui un’ulteriore scala dipinta “sfonda” la parete e simula con una perfetta illusione prospettica una serie di ambienti immaginari.

Da questo ambiente si passa al grande appartamento di rappresentanza completamente affrescato con le raffinatissime quadrature di Giovan Battista Natali e numerose scene mitologiche e allegoriche dipinte da Giuseppe Galeotti. Il salone principale stupisce con una grandiosa volumetria accentuata dallo spostamento prospettico realizzato sulla grande volta a padiglione e definita dall’elegante ballatoio che ne circonda interamente il perimetro. Qui le quadrature del Natali incorniciano volte e pareti e si intrecciano con una tavolozza leggerissima fatta di verdi chiari, gialli, oro, rosa, violetti e azzurri, con le scene mitologiche del Galeotti che raccontano di rapimenti mitologici, fanciulle ritrose, inganni e metamorfosi. Le tre scene di maggiori dimensioni sono quelle che rappresentano il corteo nuziale di Nettuno e Anfitrite, la discesa di Mercurio nell’Ade e il rapimento di Europa.

Altre sale di dimensioni minori ma riccamente decorate con lo stesso stile, sono collegate al salone principale: due ambienti erano dedicati alla quadreria e in origine contenevano la famosa collezione dei dipinti dei Dosi, e l’alcova caratterizzata dalla ricca testiera del letto affrescata direttamente sulla parete.

L’appartamento di rappresentanza di Palazzo Dosi viene oggi utilizzato per presentazioni letterarie, mostre d’arte, convegni e set cinematografici, nonché come oggetto di studio architettonico e culturale.

Per info visite:

Cooperativa Sigeric

Tel. +39 331 8866241

info@sigeric.it

www.sigeric.it

www.villadosidelfini.it

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