Palazzo Noceti

Palazzo Noceti

Palazzo Noceti, dimora pontremolese dell’omonima famiglia, rappresenta un chiaro esempio di architettura rinascimentale.

Una storia importante di una dinastia che ha attraversato sei secoli di storia le cui origini risalgono al 1100 ed il cui nome trae origine presumibilmente dal castello di Noceto in val di Nure in quel di Piacenza. Famiglia di notai fecero fortuna a Roma con papa Niccolò V, il sarzanese Tommaso Parentucelli (1447 -1455) di cui Pietro da Noceto (avvocato, teologo e notaio) fu potentissimo segretario. I De Noceto giunsero in Val di Magra nel secolo XIV arrivando a Pontremoli intorno al 1360 ed estintisi, il ramo pontremolese, nella seconda metà del Settecento.

Il palazzo fu proprietà di Antonio da Noceto, colui che probabilmente lo costruì (1439/1500), fratello di Pietro (1397/1467), commissario pontificio nel 1458. Pietro ebbe sette figli maschi il primo dei quali, Pier Francesco, alla corte degli Sforza seppe entrare nelle grazie di Francesco I, re di Francia, che lo nominò suo scudiero e Signore di Pontremoli, dominio che durerà sino al 1522. 

Uno stemma su una colonna della facciata interna riconduce inequivocabilmente la proprietà del Palazzo Noceti all’omonima famiglia. Il primo documento che ne comprova l’esistenza è datato 23 agosto 1465 ed è un atto con il quale lo stesso Pietro dona a Benedetta vedova seconda moglie del padre Giovanni una casa a Pontremoli nella vicinia di San Colombano. 

Il 23 luglio del 1476 a Bagnone Nicolò, figlio di Pietro da Noceto, vende ad Antonio da Noceto, suo zio, dietro pagamento di un simbolico censo costituito da un paio di guanti militari, tra gli altri beni una “casa posta nella terra di Pontremoli nel borgo di San Colombano confinante davanti con la strada pubblica e dietro con il fiume Magra: un palazzo appartenete agli heredes dominii Antonii de Noceto confinante con la proprietà di domini Antonii tertii marchionis de Bolano”.

Pur essendo maggiormente legati a Bagnone a cui a più riprese dedicarono opere di mecenatismo per edifici ecclesiastici e di cui si dichiararono abitanti, vissero in questo palazzo dalla sua edificazione per oltre due secoli. Tipica architettura rinascimentale a pianta quadrangolare con un cortile a loggiato su colonne che diviene centro dell’edificio ed elemento cardine della struttura del palazzo. All’interno il piano nobile è stato riportato alla sua struttura originale dopo un lungo restauro durato oltre 10 anni; destinato anticamente agli ambienti di rappresentanza ha uno schema architettonico pienamente simmetrico ed assiale principio progettuale fondamentale dell’architettura rinascimentale di cui il palazzo è fulgido esempio.

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