Ponte del Carmine

Ponte del Carmine

Il ponte del Carmine è conosciuto anche come ponte “dell’Ospedale Vecchio” o “della Cartiera” per la vicinanza all’ex ospedale di S. Antonio Abate e a Villa La Cartiera.

La costruzione del vicino “spedale” con la sua chiesa, risalente secondo la tradizione al 541, è accertata nel XIII secolo. Bernardino Campi nelle sue “Memorie storiche della città di Pontremoli” ricorda i danni subiti dall’ospedale di S. Antonio e dall’attiguo guado in occasione delle piene del 1567 e 1569 dopo le quali il ponte sarà ricostruito assumendo probabilmente l’aspetto odierno.

Nel 1611 si ricorda l‘edificazione di una nuova chiesa dedicata alla Vergine della Fonte in onore della Maestà dipinta nei pressi del guado e poi del ponte; nel 1617 fu invece annesso un convento di Carmelitani della Congregazione di San Paolo e di conseguenza dedicata la chiesa alla Beata Vergine del Carmine. Da questo momento il ponte venne denominato “del Carmine”.

Nel 1731 Giovanni de’ Ricci, commendatario della rammentata commenda di San Leonardo a Pontremoli, cede alcuni beni al Conte pontremolese Mario Maffei che, così, amplia sensibilmente le sue vaste proprietà terriere. Il cavaliere detiene numerosi appezzamenti a coltura varia posti a settentrione di Terrarossa, oltre al ricordato mulino Coduro, situato sulla sponda sinistra della Magra, presso il rammentato ponte del Carmine, che oramai ha sostituito l’originario guado. L’anno successivo una rovinosa piena devasta il ponte che dovrà essere necessarimente recuperato.

Infine il piccolo ponte sarà ripristinato e restaurato nel 1945 a seguito dei danni causati dalle truppe tedesche in fuga e nel 2013 grazie alle disposizioni del piano operativo della “Via Francigena 2012-2014” (DGR 1078/2011).

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