Porta di Imoborgo e Ponte del Casotto

Porta di Imoborgo e Ponte del Casotto

Nell’XI/XII secolo il sistema difensivo della città era costituito da mura, torri e ponti fortificati con porte per regolare gli accessi della città. Quella “dei Seratti” era una delle porte di Pontremoli e attraverso il ponte del Casotto collegava l’Imoborgo con la sponda occidentale del torrente Verde.

Il ponte deve il proprio nome alla torre, edificio fortificato comunemente definito con il termine “Casotto”. La porta, eretta secondo la tradizione dai Seratti, famiglia la cui presenza è documentata nella Pontremoli del XIV secolo, conserva una buona muratura con filari di arenaria secondo una tecnica muraria medievale. L’immagine della porta e del ponte costituisce da secoli lo stemma del Comune.

Il ponte del Casotto era in origine denominato ponte “di S. Francesco di sotto”: si può facilmente dedurre che la costruzione di questo e dell’omonimo ponte “di S. Francesco di sopra” (o ponte della Crësa) sia strettamente legata all’edificazione della chiesa di S. Francesco. La presenza di due ponti simili come valico dello stesso torrente testimonia invece il dualismo tra Sommoborgo e Imoborgo che si andava a consolidare in quegli anni. L’attuale ponte a schiena d’asino in archi di muratura è il risultato di successive ricostruzioni.  Nel 1391 una delibera (registrata negli Statuti) stabilì che i ponti della “Betula” e di “Imoborgo” dovessero essere ricostruiti a spese del Comune con archi in muratura, realizzati al ritmo di un’arcata all’anno, continuando a tenere in efficienza le parti in legno. P. Ferrari racconta invece la ricostruzione del 1496: “Per ciò che riguarda quest’ultimo ponte, è da ricordare che già altre volte si era provveduto a rifarlo, sapendosi che, anche nei 1496, l’anno successivo all’incendio fu ricostruito il ponte «quo itur ad ecclesiam Sancti Francisci a Cazzaguerra infra», che era stato «diruptus ac distructus», e venne rifatta la strada «qua itur ad Sanctum Franciscum et Summum Verdenum»”. 

Lo stesso Ferrari narrò gli episodi alluvionali del 1567 e 1569 che determinarono danni alla struttura dei ponti e un notevole innalzamento del letto del fiume: “furono gravemente danneggiati i due ponti sul Verde […] La stessa sorte toccò anche a una cappelletta esistente sul ponte inferiore, e che era stata ampliata da G. Luca Galbiati in riconoscenza di una guarigione ottenuta, e nella quale era pure una immagine della Madonna dipinta su una parete: cappelletta che venne poi ricostruita e che esiste anche attualmente ad una delle estremità di detto ponte.” La ricostruzione del ponte inferiore fu lunga e tribolata e terminò circa intorno all’anno 1573. 

L’attuale imbocco del ponte dalla Porta dei Seratti invece risale all’anno 1834 quando venne migliorato l’accesso con la scalinata a gradoni.

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