Porta e Ponte della Cresa

Porta e Ponte della Cresa

Il ponte della Crësa fu edificato nei pressi della porta della “Betula”, uno dei cinque accessi al borgo fortificato. Denominato in origine “ponte di S Francesco di sopra”, vede la sua costruzione conseguente proprio al 1219, anno di edificazione della chiesa di S. Francesco. Come l’omonimo ponte “di sotto” (l’attuale ponte del Casotto) collegava l’edificato oltre il torrente Verde; l’esistenza di due ponti omologhi nella medesima area era dovuta probabilmente al forte dualismo che sussisteva tra Sommoborgo e Imoborgo. Un episodio che testimonia l’appartenenza dei due ponti alle rispettive fazioni risale al 1461 circa, alla morte di Alessandro Lampugnani da Milano, castellano della fortezza di Cacciaguerra: per conciliare i parrocchiani di San Gemignano e di San Colombano, che rivendicavano il diritto di ciascuna parrocchia di condurre la salma a San Francesco, venne stabilito che quattro uomini di “Cacciaguerra sopra” e quattro di “Cacciaguerra infra” avrebbero trasportato il feretro alla chiesa di San Francesco secondo l’itinerario che imponeva il passaggio per la “strada di sotto” (ossia il “Casotto”) all’andata e per la “strada di sopra” (la “Crësa”) al ritorno.

L’antica struttura in impalcati in legno con tavolati inchiodati su pile in muratura venne sostituita dopo il 1391, anno in cui si iniziarono a edificare i ponti con archi in muratura. Gli ingenti episodi alluvionali del 1567 e del 1569 atterrarono il ponte che venne ricostruito sui resti del precedente. P. Ferrari nel suo “La Chiesa e il Convento di S. Francesco di Pontremoli” racconta i danni alluvionali: “Furono gravemente danneggiati i due ponti sul Verde e che da quello superiore venne asportata una «Maestadella» che vi esisteva, con l’immagine della B. V. Maria, dipinta sopra un muro. […] E gravissimi danni arrecò l’inondazione del 1569 […] devastando e quasi seppellendo i detti due ponti sul Verde e la strada che conduce al Convento di S. Francesco.”

B. Campi, morto nel 1716, nelle “Memorie storiche della città di Pontremoli” testimonia di vedere già allora i resti dell’antica struttura del ponte, visibili ancora oggi. Si presume pertanto che il ponte ricostruito sulle rovine dell’alluvione del 1569 possa coincidere con l’aspetto odierno. In riferimento alla prima costruzione del ponte della Crësa il Campi afferma: “Fabbricarono pure i Pontremolesi un altro ponte di pietra con una porta sopra il fiume Verde, detto al presente il Ponte di Sopra, parte delle cui vestigia ancora l’anno passato apparivano; e furono uniti a Pontremoli i due borghi Piagnaro e Bietola.” È stato possibile rinvenire le imposte dell’antico ponte nel 1982 dopo la violenta alluvione che, oltre a devastare il grande parcheggio antistante il ponte, ha determinato il parziale scalzamento delle pile, manifestando i resti della vecchia struttura ad arco che si innestava su un livello molto più basso. Questo ritrovamento inoltre conferma lo studio di Giuliani che, analizzando il portico nei fondi del palazzo del Comune, ha sostenuto che Pontremoli si sviluppasse su un livello più basso di quasi 8m.

«A chiudere l’accesso al borgo, sulla sponda sinistra del Verde, è stata realizzata, in epoca imprecisata, un’ampia porta protetta con un’insolita guardiola laterale, sormontata da beccatelli. La guardiola, la cui struttura muraria non è visibile, sembra assolvere essenzialmente, nelle forme attuali, ad un’esigenza ornamentale.» (tratto da “Guida storico-architettonica dei castelli della Lunigiana toscana” di Nicola Gallo, 2002)

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