Porta e Torre di Castelnuovo

Porta e Torre di Castelnuovo

«Torre di Busticca o di “Bustiè” è l’appellativo che i Pontremolesi danno a Castelnuovo, costruzione fortificata costruita da un grande edificio a base quadrilatera, che circoscrive una torre anch’essa quadrilatera. La torre centrale sembra risalire al periodo medievale e appare possibile che la sua costruzione sia da collegare al controllo sul vicino ponte. Secondo la tradizione sarebbe questa la fortezza che Federico II fece costruire al figlio, re Enzo, attorno al 1246 per nascondervi, secondo le informazioni provenienti da un cronista, citato dallo storico Manfredo Giuliani, il grande tesoro imperiale. Le caratteristiche visibili della struttura fanno tuttavia propendere per una datazione più tarda, probabilmente da associare ad una ristrutturazione attuata da Galeazzo Visconti nel secolo XIV.

Due documenti, uno del 1383, l’altro del 1431, rivelano che a Castelnuovo si trovava una guarnigione composta da 8 uomini. Una descrizione della rocca, risalente al XVIII secolo, è stata redatta da Giovanni Targioni Tozzetti, nelle sue “Relazioni d’alcuni viaggi fatti in diverse parti della Toscana”: “La torre poi o fortezza che si dice Castelnuovo, resta dalla parte d’Oriente anch’essa, ma accanto al Ponte fabbricato sulla Magra. Ella è molto antica, e verisimilmente è stata rialzata, perché si vede verso Settentrione una Porticciuola che aveva il suo Ponte Levatoio, che oggi resta sepolto. La Torre è quadrata, di bella simmetria, circondata di grossa muraglia a scarpa, che s’innalza ad una conveniente altezza, racchiudendo le caserme per molti soldati; e la sua Porta sulla Strada Maestra, viene difesa da due Portoni doppi di pietre quadrate, fortificati da saracinesche. Ha pure altra muraglia, che merlata, sul bordo della Magra, la quale comunicava con un Fortino framezzo alla medesima, e alla detta Torre; e di lì passava sopra il Portone, che resta in facciata del ponte suddetto, ma oramai è in gran parte sfasciata”.»

(tratto da “Guida storico-architettonica dei castelli della Lunigiana toscana” di Nicola Gallo, 2002)

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