Torre di Cacciaguerra (Campanone)

Torre di Cacciaguerra (Campanone)

La grande torre campanaria, simbolo della città, fu costruita nel 1322 per volere di Castruccio Castracani degli Antelminelli che ottenne la sovranità civica dopo anni di continue lotte interne; la torre era la parte centrale di una vera e propria fortezza, detta “Cacciaguerra”, eretta nel cuore della città per dividere le fazioni guelfa e ghibellina in perenne conflitto tra loro che abitavano rispettivamente i quartieri di Sommoborgo e Imoborgo. La sua costruzione fu in accordo con gli statuti civici che già prevedevano la possibilità di erigere cortine interne per tutta la profondità del borgo, dal fiume Magra al torrente Verde. La cortina costituì un vero e proprio uno sbarramento tra l’attuale piazza del Duomo e Piazza della Repubblica. Sull’opera fu posta la seguente iscrizione: “Anno 1322 die 26 Aprilis. Hoc opus factum fuit tempore Magnifici Castruccii de Antelminelis Lucani, et Partis Imperialis Pontremuli domini Generalis, existente superstite dicti operis Vannetendi de Sancto Miniato, dicti Domini Siniscalco, fundatum fuit hac 26 mensis Aprilis, Iusso Domini Cazzaguerra vocatum. Amen”. 

Come ricorda anche Bernardino Campi, la torre centrale è dotata di una campana fin dall’origine, così da avvisare i cittadini di eventuali pericoli: “castello munito di tre torri, l’una verso il fiume Verde, l’altra verso il fiume Magra, e la terza, più alta, nel mezzo; sopra la quale collocò una campana, che servisse per segno in ogni caso che fosse occorso”. Solamente nel 1578 fu trasformata in torre civica venendo rialzata e realizzando una cella campanaria vera e propria. Il “Campanone” venne terminato nella sua struttura nel 1611 con la copertura a lastre di piombo del cupolotto sovrastante la cella campanaria.

Oggi non sono visibili elementi che rimandino direttamente a quella grande struttura difensiva che ipoteticamente si estendeva per 85 metri collegando le tre torri in quanto nella seconda metà del Cinquecento la fortificazione, cessando di assolvere allo scopo per la quale era stata costruita, diventa il solido appoggio per l’edificazione di case adibite ad abitazione e botteghe a contorno delle due piazze. Gli elementi della struttura originaria sono riapparsi unicamente grazie ad alcuni interventi di ristrutturazione di alcune abitazioni private. Degli altri elementi difensivi della cortina invece è possibile riconoscere nei sotterranei del Vescovado unicamente due soli lati della torre prospiciente il torrente Verde e nella struttura del campanile della Cattedrale di Santa Maria Assunta le tracce della struttura della torre affacciata sul fiume Magra.

Le torri sicuramente avevano una struttura robusta risultato di buone tecniche costruttive; ogni livello, dotato di feritoie nella parte bassa e aperture più grandi salendo, era praticabile grazie a solai poggianti su volte a botte con archi ribassati. Sulla sommità della torre centrale era presente uno sporto tale da aumentare la superficie di calpestio utile ai corpi di guardia; l’intera fortificazione era infine costituita da merlature tipiche di tutte le costruzioni militari medievali.

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